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Uno sguardo critico sulla politica. E qualche idea per cambiarla.
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Banner illustrato con Matteo Renzi al centro, circondato da telecamere, critiche e proposte politiche per la crescita di Italia Viva.
Tra notorietà, critiche e capacità politica, il nodo è capire come Italia Viva possa trasformare l’attenzione che Renzi attira in consenso più largo.

Matteo Renzi non deve diventare simpatico. Italia Viva deve diventare più votabile

  • Matteo Renzi
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  • riformismo
  • sondaggi politici
  • leadership

Matteo Renzi continua a dividere, ma continua anche a essere ascoltato, cercato dai media e chiamato a discutere di politica ben oltre il peso elettorale del suo partito. Italia Viva, intanto, resta poco sopra il 2%. Forse, però, abbiamo posto male la domanda: non si tratta di convincere gli italiani ad amare Renzi, ma di capire come rendere la sua antipatia meno importante della sua utilità politica.

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Riunione politica istituzionale con rappresentanti seduti attorno a un tavolo e un documento intitolato “Accordo di coalizione” in primo piano
Un accordo di coalizione può chiarire impegni, compromessi e responsabilità prima di arrivare al governo.

Il contratto alla tedesca di Renzi: il problema non è firmarlo, ma accettare di essere vincolati

  • Governo Meloni
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  • Accordo di coalizione
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  • PD
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Matteo Renzi propone al centrosinistra un “contratto alla tedesca” prima delle elezioni. L’idea pone però una questione più profonda del nome scelto per definirla: i partiti che vogliono governare insieme sono davvero disposti a rinunciare a una parte della propria libertà politica una volta firmato un accordo?

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Riunione politica con un leader e la sua squadra intorno a un tavolo

Italia Viva non ha bisogno di un Renzi più piccolo

Italia Viva resta fortemente identificata con Matteo Renzi, ma intorno al suo leader esistono esperienza e competenze che faticano ancora a diventare riconoscibili. La questione non è ridimensionare Renzi, ma trasformare il suo peso politico in una forza più collettiva.

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Matteo Renzi e Vincenzo De Luca in un contesto ispirato alla Leopolda, simbolo del confronto sugli equilibri del centrosinistra tra PD, Movimento 5 Stelle e area riformista.
Matteo Renzi e Vincenzo De Luca: l’invito alla Leopolda riapre il confronto sugli equilibri del centrosinistra.

De Luca alla Leopolda: Renzi vuole incrinare l’asse PD-M5S?

  • Matteo Renzi invita Vincenzo De Luca ad aprire la Leopolda proprio mentre il centrosinistra discute di primarie, leadership e rapporto tra PD e Movimento 5 Stelle. Può essere soltanto un confronto tra due ex sindaci. Ma in politica anche gli inviti hanno un significato, soprattutto quando arrivano nel momento giusto.
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Giorgia Meloni al banco del Governo durante un acceso confronto parlamentare con esponenti dell’opposizione.
Immagine illustrativa sul confronto tra il governo Meloni e le opposizioni in Parlamento.

Quattro anni di governo Meloni. Perché l’opposizione non ne ha approfittato?

  • Giorgia Meloni
  • Matteo Renzi
  • Italia Viva
  • Azione
  • Partito Democratico
  • Movimento 5 Stelle
  • centrosinistra
  • Campo largo
  • Elly Schlein
  • Giuseppe Conte

Dopo quasi quattro anni di governo, Fratelli d’Italia conserva gran parte del proprio consenso mentre le opposizioni non sono ancora riuscite a trasformare il malcontento in un’alternativa credibile. Il problema non sembra essere la mancanza di voti potenziali, ma la difficoltà di costruire una coalizione riconoscibile.

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Carlo Calenda e Matteo Renzi durante un confronto televisivo, simbolo della lunga rivalità politica tra i due leader.
Immagine illustrativa sul confronto politico tra Carlo Calenda e Matteo Renzi.

Calenda contro Renzi: quando la rivalità politica diventa avversione personale

  • centro riformista
  • Matteo Renzi
  • Carlo Calenda
  • Italia Viva
  • Azione
  • Terzo Polo

Il Terzo Polo è finito da anni, ma Carlo Calenda continua a tornare su Matteo Renzi con una frequenza e con toni che spesso oltrepassano il normale dissenso politico. La storia del loro rapporto, però, è molto meno lineare di quanto oggi venga raccontata: pochi mesi prima di allearsi con Renzi, Calenda disse pubblicamente di dovergli moltissimo e lo definì il miglior presidente del Consiglio dai tempi di De Gasperi.

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Giorgia Meloni in un contesto istituzionale con richiami al PNRR e alle principali riforme del governo.
Immagine illustrativa sul governo Meloni, il PNRR e le principali riforme della legislatura.

Il governo più longevo della Repubblica. Ma cosa ha cambiato davvero?

  • Giorgia Meloni
  • Governo Meloni
  • PNRR
  • Prima Repubblica

Il governo Meloni ha raggiunto un record di durata e dispone da quasi quattro anni di una maggioranza stabile e di risorse europee eccezionali. Il vero confronto, però, non riguarda quanto sia durato, ma quali riforme e cambiamenti strutturali quella stabilità abbia realmente prodotto.

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Scheda elettorale e documenti sulla riforma della legge elettorale italiana, con Parlamento sullo sfondo
La riforma elettorale in discussione modifica il rapporto tra sistema proporzionale, premio di governabilità, soglia del 3% e peso dei piccoli partiti.

Nuova legge elettorale: cosa sappiamo finora e quali scenari si aprono

  • Italia Viva
  • Legge elettorale
  • Riforma elettorale
  • Elezioni
  • Coalizioni
  • Premio di governabilità
  • +Europa

La riforma elettorale è ancora in discussione, ma il suo impianto comincia a delinearsi. Dal nuovo sistema proporzionale al premio del 42%, fino alle soglie che possono rendere decisivi anche i piccoli partiti: vediamo cosa sappiamo finora e quali scenari potrebbero aprirsi.

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Matteo Renzi in un contesto istituzionale legato al tema della giustizia e delle inchieste giudiziarie.
Immagine illustrativa sul rapporto tra Matteo Renzi, giustizia e inchieste giudiziarie.

Renzi e la giustizia: dieci anni di inchieste, che cosa è rimasto delle accuse?

  • Matteo Renzi
  • giustizia
  • magistrature
  • Fondazione Open
  • Corte costituzionale
  • caso Striano
  • Autogrill
  • Marco Mancini
  • servizi segreti
  • Lucio Presta

Open, il caso Presta, l’Autogrill e gli accessi alle banche dati hanno accompagnato per anni la vicenda pubblica di Matteo Renzi. Alcune accuse non sono mai arrivate a processo, altre oggi si leggono da una prospettiva diversa: resta da capire quale costo politico abbiano prodotto nel frattempo.

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Lavoratore tra un ambiente aziendale e un centro per l'impiego, immagine dedicata al bilancio del Jobs Act e delle politiche attive del lavoro
Il Jobs Act cercò di spostare una parte della protezione dal singolo posto di lavoro alla sicurezza del lavoratore nelle transizioni occupazionali. Proprio quella parte rimase la più fragile.

Jobs Act: l’idea era giusta. Perché è rimasta a metà?

A più di dieci anni dalla sua approvazione, il Jobs Act continua a essere raccontato attraverso due letture opposte: per alcuni avrebbe demolito i diritti dei lavoratori, per altri sarebbe stato il grande successo riformista che l'Italia non ha saputo riconoscere. Entrambe le versioni finiscono però per mettere in secondo piano il punto più interessante della riforma: rendere meno rigido il rapporto con il singolo posto di lavoro e, nello stesso tempo, costruire una protezione più forte per la persona quando quel posto viene perso. Una parte di questo progetto fu realizzata. Quella che avrebbe dovuto completarlo rimase invece molto più debole e, negli anni successivi, finì per esserlo ancora di più.

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  1. Il gasolio torna un problema mondiale. E Washington chiama in causa l'Europa
  2. Quando la Cina comincia a produrre ciò che l’Europa vendeva
  3. Dalle arance alle terre rare: quando la politica scopre troppo tardi la strategia
  4. Bab el-Mandeb, Crosetto accelera. E il caso Aspides dice molto sull’Europa

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