La crisi del gasolio sta diventando anche una questione nei rapporti tra Washington e le capitali europee. Secondo quanto riferito a Reuters da tre persone vicine ai colloqui, l'amministrazione americana avrebbe chiesto a Francia e Germania di attingere alle proprie riserve di emergenza, prospettando in caso contrario la possibilità di limitare le esportazioni statunitensi di diesel.
La richiesta arriva in un momento particolarmente difficile per il mercato energetico. Le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente e i danni subiti dalle raffinerie russe hanno ridotto la disponibilità internazionale di carburanti raffinati, mentre gli Stati Uniti devono affrontare a loro volta prezzi elevati e scorte sotto pressione.
Le riserve europee entrano nella trattativa
Una delle fonti consultate da Reuters riferisce che Washington avrebbe chiesto all'Unione europea di immettere sul mercato 120 milioni di barili di gasolio nell'arco dei prossimi sei mesi. La cifra, al momento, rappresenta una richiesta riferita da una fonte e non un impegno formalmente annunciato dalle istituzioni europee.
L'amministrazione americana ritiene che Francia e Germania non abbiano ancora dato pienamente seguito ai precedenti impegni sul rilascio delle riserve energetiche. Il segretario all'Energia Chris Wright ha confermato che Washington si attende a breve nuovi annunci europei sulla disponibilità di carburanti.
Da Berlino non è arrivata una risposta immediata alla richiesta di commento di Reuters, mentre il ministero francese dell'Energia ha preferito non pronunciarsi. L'Eliseo ha tuttavia fatto sapere che Emmanuel Macron intende convocare una videoconferenza dei leader del G7 per affrontare l'aumento dei prezzi e coordinare l'eventuale utilizzo delle riserve insieme all'Agenzia internazionale dell'energia.
Il petrolio c'è, ma trasformarlo in carburante è diventato più difficile
La situazione è particolarmente delicata per il gasolio. L'Agenzia internazionale dell'energia, nel rapporto di settembre, ha segnalato una forte contrazione delle esportazioni di prodotti raffinati provenienti dal Golfo e dalla Russia, con ripercussioni soprattutto sui distillati medi, la famiglia di prodotti alla quale appartengono diesel e carburante per aerei.
La distinzione è importante perché la disponibilità di petrolio greggio, da sola, non garantisce quella dei carburanti utilizzati quotidianamente da trasporti, agricoltura e industria. Occorrono raffinerie funzionanti, capacità di lavorazione e collegamenti commerciali in grado di portare il prodotto finito nei Paesi che ne hanno bisogno.
L'Europa, dopo aver interrotto le importazioni di prodotti petroliferi russi in risposta all'invasione dell'Ucraina, ha aumentato il ricorso ad altri fornitori, compresi gli Stati Uniti. Le difficoltà del Medio Oriente hanno ulteriormente complicato l'approvvigionamento.
Anche la Cina trattiene i carburanti
Alle tensioni già presenti si aggiunge la decisione delle raffinerie cinesi di sospendere, per ottobre e in attesa di nuove indicazioni da Pechino, le esportazioni di prodotti petroliferi verso destinazioni diverse da Hong Kong e Macao.
La notizia, riferita da Reuters sulla base di quattro fonti informate, arriva dopo che le autorità cinesi avevano progressivamente allentato, tra luglio e settembre, alcune restrizioni introdotte nei mesi precedenti. PetroChina avrebbe già cancellato diverse spedizioni di benzina e carburante per aerei programmate per ottobre.
Non è ancora chiaro se le autorizzazioni alle esportazioni riprenderanno dopo il 7 ottobre, quando terminerà la settimana di festività nazionale cinese. Molto dipenderà dall'andamento delle scorte interne e dalla capacità produttiva delle raffinerie.
La Cina sta privilegiando la sicurezza dei propri approvvigionamenti, secondo gli operatori del settore consultati da Reuters. Per gli altri mercati significa dover fare i conti con un ulteriore ridimensionamento delle forniture disponibili.
Una crisi che passa anche dalle scelte dei singoli Paesi
La vicenda mette in evidenza quanto sia diventato complicato gestire una crisi energetica internazionale quando anche i principali produttori e raffinatori cercano di proteggere il proprio mercato interno.
Washington vuole contenere i prezzi americani e chiede un maggiore contributo agli alleati europei. Pechino trattiene parte della produzione per garantirsi scorte sufficienti. L'Europa deve decidere quanto delle proprie riserve utilizzare, tenendo conto che nessuno può indicare con certezza quando i normali flussi commerciali saranno completamente ristabiliti.
Nel frattempo, la pressione sul gasolio interessa un combustibile che continua ad avere un ruolo fondamentale nell'economia reale, dai mezzi pesanti alla distribuzione delle merci, passando per l'agricoltura e numerose attività industriali.
La prossima videoconferenza del G7 e le decisioni cinesi successive alla pausa festiva saranno quindi due appuntamenti da seguire con attenzione. Le riserve possono contribuire ad attenuare una fase di scarsità, ma il problema delle forniture tornerà comunque a dipendere dal funzionamento delle raffinerie e dalla possibilità di ripristinare i collegamenti commerciali interrotti dai conflitti.
Fonti consultate
Reuters, 1 ottobre 2026: US tells France and Germany to release diesel stocks or face US export ban, sources say.
Reuters, 1 ottobre 2026: Chinese refiners suspend October fuel exports.
International Energy Agency, Oil Market Report – September 2026.
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