La rubrica settimanale di Volo a planare dedicata ai principali temi della politica italiana ed europea.
La tratta della settimana: politica, economia e società dal 30 settembre al 6 ottobre 2026.

Istat · L'inflazione torna a correre

Il 30 settembre l'Istat ha diffuso la stima preliminare dei prezzi al consumo: l'inflazione italiana è salita al 4,2 per cento su base annua, contro il 3,3 di agosto, con un aumento dello 0,7 per cento rispetto al mese precedente. A pesare sono soprattutto i prodotti energetici, cresciuti complessivamente del 22,3 per cento rispetto a un anno prima, e gli alimentari non lavorati, che registrano un incremento del 5,5 per cento.

Nello stesso giorno è arrivata un'altra indicazione poco incoraggiante. La fiducia dei consumatori è passata da 94,5 a 91,2 punti, mentre quella delle imprese è scesa da 97,0 a 95,9. L'Istat segnala che sul risultato relativo alle famiglie ha inciso in parte anche una modifica organizzativa della rilevazione, ma il peggioramento rimane visibile anche tenendo conto di questo elemento.

Sono dati che arrivano mentre il governo comincia a definire la prossima legge di Bilancio. Per molte famiglie il problema è già concreto: quando aumentano bollette, trasporti e generi alimentari, una parte maggiore del reddito viene assorbita dalle spese quotidiane. Chi dispone di margini economici limitati ha meno possibilità di compensare quegli aumenti rinunciando ad acquisti non indispensabili.

Il dato generale va comunque letto con attenzione. L'inflazione di fondo, calcolata escludendo energia e alimentari freschi, si attesta all'1,7 per cento. La forte accelerazione dell'indice complessivo dipende dunque soprattutto da componenti particolarmente esposte alle oscillazioni dei mercati internazionali. Una distinzione importante per individuare le cause del fenomeno e valutare gli strumenti con cui affrontarlo, anche se per chi deve pagare una bolletta più cara la differenza tra le componenti dell'indice cambia ben poco.

Le misure fiscali annunciate nelle ultime settimane dovranno ora confrontarsi anche con questo scenario. La discussione sulla manovra riguarda il taglio dell'Irpef per il ceto medio e altri interventi sul reddito, ma l'aumento dei prezzi riporta l'attenzione sulla capacità delle famiglie di sostenere le spese ordinarie. Sarà il quadro aggiornato di finanza pubblica a indicare quali margini avrà il governo e come intenderà distribuirli.

Montecitorio · Antisemitismo, una legge che divide anche le opposizioni

Il 30 settembre la Commissione Affari costituzionali della Camera ha concluso l'esame della proposta di legge contro l'antisemitismo, già approvata dal Senato, conferendo il mandato al relatore. La maggioranza ha votato a favore insieme a Italia Viva e Azione. Partito Democratico e +Europa non hanno partecipato al voto, mentre Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Futuro Nazionale si sono espressi contro.

Il punto maggiormente discusso è l'adozione della definizione operativa di antisemitismo elaborata dall'International Holocaust Remembrance Alliance, conosciuta come IHRA, comprensiva dei relativi indicatori esemplificativi. È un riferimento già utilizzato da istituzioni nazionali e internazionali, ma il suo recepimento legislativo ha aperto un confronto sull'interpretazione di alcuni esempi, in particolare quando riguardano lo Stato di Israele.

Nel documento dell'IHRA è già presente una precisazione importante: le critiche rivolte a Israele analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non sono, per questo solo fatto, antisemite. Inoltre, durante l'esame al Senato sono state eliminate le disposizioni di carattere penale e i divieti presenti in precedenti formulazioni del provvedimento.

Chi sostiene il testo ritiene che la definizione e i suoi indicatori possano aiutare a riconoscere le manifestazioni contemporanee dell'antisemitismo e a rendere più efficaci le attività di prevenzione, formazione e contrasto. Le forze politiche contrarie contestano invece il valore attribuito ad alcuni indicatori e chiedono maggiori garanzie affinché la loro applicazione non finisca per sovrapporre l'odio antiebraico alla critica politica nei confronti del governo israeliano.

Nel confronto è intervenuta anche Liliana Segre, che il 28 settembre ha rivolto ai partiti un appello a cercare un'approvazione unanime. La senatrice a vita ha dichiarato di non ravvisare nel testo attuale le criticità denunciate da alcuni oppositori, manifestando comunque disponibilità a precisare ulteriormente che criticare lo Stato di Israele, come qualsiasi altro Stato, non costituisce automaticamente antisemitismo.

Il tentativo di trovare una formulazione condivisa si è scontrato, almeno finora, con posizioni parlamentari differenti. La questione merita di essere affrontata senza ridurre il confronto a una divisione tra chi vuole combattere l'antisemitismo e chi non intende farlo. Le obiezioni espresse riguardano anche il modo in cui una definizione nata come strumento operativo debba essere utilizzata in una legge e quali effetti possa produrre nella sua applicazione concreta.

Il provvedimento deve ancora affrontare il passaggio dell'Aula. Resta da vedere se il confronto parlamentare porterà a ulteriori precisazioni o se la Camera confermerà il testo proveniente dal Senato.

Bruxelles · Italia e Repubblica Ceca chiedono di rivedere le regole europee sull'energia

La visita di Giorgia Meloni a Praga del 29 settembre ha portato a una posizione comune con il primo ministro ceco Andrej Babiš su alcuni interventi da proporre in sede europea. Il documento che i due governi intendono portare al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre riguarda soprattutto il costo dell'energia, il mercato delle emissioni e la competitività industriale.

Al centro c'è il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, noto come ETS. Il meccanismo assegna un prezzo alla CO2 prodotta dalle attività che vi rientrano e costituisce uno degli strumenti con cui l'Unione europea cerca di orientare gli investimenti verso tecnologie meno inquinanti. Secondo Roma e Praga, tuttavia, l'attuale funzionamento del mercato delle quote contribuisce ad aggravare i costi sostenuti da alcune imprese, in particolare nei settori ad alto consumo energetico.

Le proposte comprendono interventi sulla riserva stabilizzatrice del mercato, una maggiore flessibilità per le quote gratuite destinate ai comparti energivori e il rinvio dell'entrata in funzione dell'ETS2, il nuovo sistema di scambio delle emissioni che dovrebbe diventare pienamente operativo nel 2028 e coinvolgere i combustibili utilizzati nel trasporto stradale e nel riscaldamento degli edifici. I due governi chiedono inoltre una sospensione temporanea di alcune disposizioni europee sul metano, sostenendo la necessità di non ostacolare nuove possibilità di approvvigionamento.

Il confronto riguarda una questione sulla quale gli Stati membri discutono da tempo. A giugno Consiglio e Parlamento europeo avevano già raggiunto un accordo provvisorio per rafforzare la riserva stabilizzatrice dell'ETS2 e contenere le oscillazioni dei prezzi. Italia e Repubblica Ceca chiedono adesso di andare oltre, intervenendo anche sul calendario e su alcuni aspetti del sistema esistente.

Le ragioni economiche addotte dai due governi si inseriscono in un problema reale per le industrie europee, chiamate a sostenere costi energetici che incidono sulla competitività. D'altra parte, il prezzo attribuito alle emissioni è uno degli strumenti utilizzati dall'Unione per incentivare investimenti meno dipendenti dai combustibili fossili. Le eventuali modifiche dovranno quindi essere valutate anche per i loro effetti sugli obiettivi ambientali e sulla prevedibilità delle regole per le imprese che hanno già avviato investimenti nella transizione.

Per l'Italia questa discussione arriva pochi giorni dopo il via libera definitivo del Parlamento alla legge delega sul nucleare sostenibile. Il governo sta dunque intervenendo su due piani differenti: la definizione del futuro sistema di produzione energetica nazionale e le regole europee che influiscono sui costi attuali dell'energia. I tempi sono molto diversi, perché un eventuale ritorno alla produzione nucleare richiederebbe anni, mentre le modifiche al mercato delle emissioni riguardano meccanismi già operativi o prossimi all'entrata in funzione.

La proposta italo-ceca dovrà ora confrontarsi con le posizioni degli altri Stati membri e con le istituzioni europee. Per il momento si tratta di un'iniziativa politica comune, non di una modifica delle regole già approvata.

Commissione Affari sociali · Il lavoro di cura cerca riconoscimento

C'è un provvedimento che difficilmente conquista le prime pagine, ma che riguarda una situazione conosciuta da moltissime famiglie italiane. Alla Camera prosegue l'iter del disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, le persone che si prendono cura di un congiunto con disabilità o in condizioni di non autosufficienza. La discussione sulle linee generali è prevista dal calendario parlamentare per il 2 ottobre.

Chi vive questa esperienza sa che l'assistenza comprende molto più dell'aiuto nelle normali incombenze domestiche. Ci sono le visite mediche, le terapie, le pratiche amministrative, la gestione dei servizi e, nei casi più impegnativi, la necessità di assicurare una presenza quasi continua. Tutto questo deve spesso convivere con il lavoro, con i figli e con le altre esigenze della famiglia. Qualche volta proprio il lavoro è la prima cosa alla quale si finisce per rinunciare.

Il disegno di legge C.2789, presentato dal governo e successivamente modificato durante l'esame in Commissione, cerca di dare una definizione giuridica più precisa alla figura del caregiver, distinguendo i diversi profili in base alla convivenza e al carico assistenziale. Prevede inoltre una procedura di riconoscimento, misure di sostegno, strumenti per favorire la conciliazione con il lavoro e un maggiore coinvolgimento della persona che presta assistenza nella rete dei servizi.

La parte economica merita una precisazione, perché non riguarda indistintamente tutti i caregiver. Nel testo all'esame della Camera il contributo è destinato al profilo con il carico assistenziale più elevato: una persona convivente che presta oltre 91 ore settimanali di assistenza e rispetta specifici requisiti economici, tra cui un ISEE non superiore a 15.000 euro e un reddito da lavoro entro i 3.000 euro annui. L'importo, da determinare in base alle risorse disponibili, non potrà superare i 1.200 euro per trimestre.

È una distinzione importante per comprendere la portata del provvedimento. Il riconoscimento della figura del caregiver interessa una platea ampia, mentre il sostegno monetario previsto viene concentrato su una categoria più ristretta, caratterizzata da un impegno assistenziale particolarmente gravoso e da condizioni economiche definite dalla legge.

Rimane poi il problema di chi continua a lavorare pur occupandosi quotidianamente di una persona non autosufficiente. In questi casi può essere determinante poter contare su orari compatibili, servizi territoriali accessibili e forme di assistenza temporanea che consentano al familiare di assentarsi senza lasciare scoperta la persona assistita. Un contributo economico e una rete di servizi rispondono a bisogni differenti, che non sempre possono essere affrontati con lo stesso strumento.

Il percorso parlamentare arriva dopo anni di proposte e richieste avanzate dalle associazioni. Nel frattempo il lavoro di cura continua a essere svolto ogni giorno, in larga parte dentro le abitazioni, senza che il suo peso emerga pienamente nelle statistiche sull'occupazione o nei bilanci familiari. Riconoscerlo significa anche stabilire quale parte di questa responsabilità debba continuare a ricadere sulle famiglie e quale sostegno debba essere assicurato dalla collettività.

Il testo non ha ancora completato il proprio iter. Le modalità concrete di applicazione e l'accessibilità delle misure saranno elementi importanti per comprenderne la portata una volta concluso l'esame parlamentare.

Sotto il rumore · Il costo delle scelte. E quello delle decisioni rinviate

L'inflazione, il mercato europeo dell'energia, la legge sull'antisemitismo e il riconoscimento dei caregiver affrontano problemi molto diversi. Sarebbe artificioso cercare una spiegazione comune per quattro vicende che hanno origini, strumenti e conseguenze differenti. La loro presenza nella stessa settimana offre però l'occasione per osservare un aspetto del lavoro politico che spesso rimane in secondo piano: ciò che comportano le decisioni una volta superata la fase delle dichiarazioni.

La nuova accelerazione dei prezzi pone il governo davanti alla necessità di scegliere quali interventi finanziare con le risorse disponibili. Il confronto europeo sull'energia richiede di valutare gli effetti economici delle regole senza perdere di vista gli impegni ambientali assunti. La legge sull'antisemitismo porta il Parlamento a discutere come tradurre in disposizioni legislative una definizione operativa, mentre il provvedimento sui caregiver deve trasformare il riconoscimento di un'attività familiare in tutele concretamente accessibili.

In alcuni casi il problema è trovare le risorse, in altri definire regole sufficientemente precise. Per i caregiver, poi, il tempo ha un significato particolare: mentre il Parlamento discute, le persone continuano ad assistere i propri familiari e a organizzare la propria vita intorno a quell'impegno. Anche l'attesa di una decisione produce conseguenze, soprattutto per chi dispone di alternative limitate.

Le stesse valutazioni si presentano, con caratteristiche diverse, sul terreno energetico. Un intervento pensato per contenere i costi nell'immediato può avere effetti sugli investimenti futuri, così come una misura destinata alla transizione ambientale deve essere accompagnata da una valutazione delle sue ricadute economiche e sociali.

Le dichiarazioni politiche servono a indicare intenzioni e priorità, ma il loro peso si misura nei provvedimenti approvati, nelle risorse stanziate e nel modo in cui quelle decisioni vengono applicate. È lì che le differenze tra una proposta annunciata e una politica effettivamente realizzata diventano visibili.

Per questa settimana la nostra Tratta si ferma qui, lasciando aperte quattro questioni che continueremo a seguire anche quando avranno smesso di occupare le prime pagine.

Fonti e documenti

Istat, Prezzi al consumo (dati provvisori) – Settembre 2026 e Fiducia dei consumatori e delle imprese – Settembre 2026, entrambi pubblicati il 30 settembre; Camera dei deputati, documentazione e iter della proposta di legge C.2830 sul contrasto all'antisemitismo e del disegno di legge C.2789 sul riconoscimento dei caregiver familiari; Consiglio dell'Unione europea, comunicato dell'11 giugno 2026 sulla riserva stabilizzatrice del mercato ETS2; dichiarazioni di Giorgia Meloni e Andrej Babiš durante l'incontro di Praga del 29 settembre 2026; dichiarazione di Liliana Segre all'ANSA del 28 settembre 2026.

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